Florence Nightingale

 

' Infermiera britannica nota come "La signora della lampada". È considerata la fondatrice del "nursing moderno" in quanto fu la prima ad applicare il metodo scientifico all'assistenza infermieristica attraverso l'utilizzo della statistica.

 

 

 

 

Nata a Firenze il 12 maggio del 1820, le fu dato il nome della città natia, così come alla sorella maggiore, nata a Napoli, era stato imposto il nome di Parthenope. In tal modo i coniugi Nightingale avevano inteso dire 'grazie' alle due città italiane che li videro felici nei primi anni del loro matrimonio.
Discendenti da nobili e ricche famiglie inglesi, i coniugi Nightingale costituivano una coppia eccezionale, per quei tempi.
Il padre, William Edward, era un bell'uomo, dignitoso e di elevata cultura. In contrasto con gli Inglesi del tempo, amava viaggiare e non considerava nemici o selvaggi i popoli al di là della Manica. La madre, Frances Smith, donna sensibile, colta e bellissima, si prodigò in opere di beneficenza. Spinta da un innato senso di amore per il prossimo, anche Florence cominciò ben presto a interessarsi dei poveri e degli ammalati. Ma quando in casa e tra gli amici circolò la voce che avrebbe desiderato fare l'infermiera, la cosa apparve quanto meno strana.

 

Allora, in Inghilterra, l'assistenza agli ammalati era in gran parte affidata a donne rozze e prive di competenza e l'atmosfera degli ospedali era opprimente e degradante.....
Sul continente però, le cose andavano meglio. Le suore di carità, addette da secoli alla cura dei poveri, compivano il loro ministero con alto senso di umanità. Un esempio meraviglioso era l'ospedale di San Giovanni a Bruges, che Florence ebbe occasione di visitare più volte, sempre con profonda commozione. Man mano che gli anni passavano, nella nobile inglese si andava formando la certezza che la volontà e la fede avrebbero potuto modificare le cose anche in Inghilterra. Come tutti i pionieri, era armata di una volontà di ferro. A ventinove anni prese una grande decisione: si iscrisse come infermiera volontaria all'Istituto delle diaconesse di Kaiserwerth, in Germania. L'Istituto delle diaconesse era stato fondato da un giovane sacerdote protestante il quale, come la Nightingale, aveva intuito la necessità di preparare delle valide infermiere.

 

Florence abbandonò la famiglia, gli agi, la possibilità di un avvenire radioso, per unirsi, umile fra le umili, alle diaconesse protestanti. Fu un vero e proprio scandalo. Qualcuno parlò di un amore infelice. Florence lasciò dire e si sottopose alla più dura disciplina: indossò l'umile gonna di cotone turchino, il grembiule bianco e la cuffia di mussolina candida. Quando nel 1851 Florence fece ritorno in Inghilterra..., iniziò la sua vera opera. L'Istituto di Kaiserwerth aveva rinforzato in lei la volontà di fondare un corpo di infermiere nella vecchia Inghilterra. Visitò istituzioni, avvicinò persone autorevoli, perorò la propria causa, cercò di dimostrare che tutto si poteva fare, se la fede sorreggeva la volontà.

 

Il 27 marzo del 1854, l'Inghilterra, che da circa quaranta anni non combatteva, s'imbarcò, assieme alla Francia e al Piemonte, nell'avventura di Crimea. All'annuncio della guerra l'entusiasmo del popolo fu indescrivibile: la vittoria appariva sicura e rapida. Dopo affrettati preparativi, la flotta, al comando di Sir Charles Napier, salpò verso il Bosforo salutata dalla regina Vittoria e dal Principe consorte. I soldati cantavano, gli "evviva" e i "torna presto" si intrecciavano..., nessuno nutriva dubbi: si sarebbe trattato di una breve passeggiata. Le notizie delle prime battaglie non si fecero attendere. Si, gli alleati avevano ottenuto dei successi. Ma a quale cifra assommavano i morti? Quanti erano i feriti? E a proposito dei feriti, in Inghilterra si sapeva in modo esatto come stavano andando le cose?

Sapeva il popolo inglese che i soldati feriti venivano abbandonati nel fango o nella sporcizia senza cura alcuna? Che gli ospedali erano degli improvvisati rifugi ove, sé non si moriva per le ferite, si moriva di fame o di infezione?
Queste e altre gravi notizie scrissero gli "inviati speciali" di alcuni importanti giornali inglesi. Fu la doccia fredda sull'entusiasmo per le prime vittorie. Il Ministero, colpito da questa valanga di accuse, si difese come poté e decise di mandare alcune infermiere in Crimea. Un alto funzionario del Ministero della Guerra parlò chiaramente...

"Ma dove sono le nostre infermiere? Io conosco una sola infermiera in Inghilterra capace di creare il tutto dal nulla: miss Florence Nightingale".

Ma come si permetteva questo funzionario ministeriale di fare il nome di una nobile inglese per affidarle una mansione così umile? E le critiche dei nobilotti di provincia continuarono su questo tono fino a quando un comunicato del Ministero non fece ammutolire tutti: miss Florence Nightingale accettava di accorrere in Crimea. Qualcuno al Ministero, quel giorno, tirò un sospiro di sollievo. Florence, mettendosi a disposizione della Nazione, non pose condizioni. Avrebbe diretto l'ospedale di Scutari, il maggiore ospedale militare della zona, e avrebbe organizzato un corpo di infermiere. Gli Inglesi parvero soddisfatti anche se i giornali umoristici, come il "Punch", parlavano di "usignoli" (in inglese Nightingale significa "usignolo") che avrebbero tenuto allegri i feriti col loro canto. Florence non si turbò affatto delle critiche. Serena, sicura di sé, si diede alla ricerca delle infermiere adatte. Avrebbero dovuto essere capaci, energiche e dotate di una morale ineccepibile.
Le domande al Ministero giunsero a mucchi, ma quante fra queste erano dettate solo da un passeggero entusiasmo? Le difficoltà sembrarono enormi..., allora miss Florence decise di reclutare le infermiere tra le protestanti e le cattoliche. Apriti, cielo! Fu accusata di clericalismo e di voler fare propaganda cattolica tra i soldati. Nessuno aveva capito che occorrevano semplicemente delle infermiere capaci. Alle rinnovate accuse Florence resistette fermamente.
E il 31 ottobre del 1854 salpò verso il Bosforo con trentotto infermiere: quattordici anglicane, dieci suore della Carità, tre protestanti e undici donne scelte tra quante avevano fatto domanda di partire.

Il primo contatto con il 'suo' ospedale fu tale da lasciarle mozzo il respiro. La realtà superava la più fervida immaginazione. I feriti, i quali non avevano neppure ricevuto le prime cure sul campo, si avviavano come potevano - e se potevano - al più vicino porta d'imbarco ove salivano sulla prima nave in partenza. Nessuno si curava di loro, nessuno porgeva loro aiuto. Appena sbarcati, con tutte le loro forze si trascinavano, o tentavano di trascinarsi, verso la collina ove sorgeva l'ospedale. Si formava così una lunga e dolorosa fila. Speravano, quei poveri infelici, di trovare finalmente assistenza, cibo, conforto. Ma l'ospedale mancava di tutto: stoviglie, utensili, lenzuoli, asciugamani, coperte, vestiti. I feriti, man mano che giungevano, si ammucchiavano per terra nei corridoi. I loro corpi divenivano subito preda dei topi e dei vermi che strisciavano dappertutto in quel lurido edificio. Spesso, una morte liberatrice giungeva prima che potesse accorrere uno dei pochi medici addetti all'ospedale. Se poi un ferito riusciva ad avere un letto, entrava in una vera e propria coltura di microbi. Senza contare che i lenzuoli in dotazione erano così ruvidi che i feriti supplicavano di essere lasciati nelle. coperte di lana. Non esistevano suppellettili: l'unico lusso era costituito da alcune bottiglie vuote che fungevano da candelieri. Questo fu lo spettacolo che si parò davanti agli occhi di Florence Nightingale e delle sue infermiere, quando esse diedero inizio alla loro missione.
Ma la Nightingale non si scoraggiò e giurò in cuor suo che in avvenire non si sarebbe mai più verificato uno spettacolo simile. Ella avrebbe combattuto, si sarebbe sacrificata senza risparmio purché quegli infelici potessero salvarsi dalla morte o almeno andarle incontro con serenità.
Fu un lavoro massacrante. Notte e giorno Florence, intrepida, tutto vedeva, tutto sorvegliava. Bisognava, per prima cosa, ridare fiducia agli ammalati. E le infermiere furono vicine a ognuno: una parola buona, un sorriso valevano spesso più dei pochi medicinali in dotazione all'ospedale. Man mano che il tempo passava..., le cose miglioravano, gli aiuti arrivavano; spesso si trattava di camicie di seta con monogrammi ricamati: la nobiltà inglese cercava di dare il proprio contributo a quella povera gente. Ma quanto pane raffermo, ancora, quanto burro rancido!
A poco a poco i soldati presero ad amare questa fata benefica. Spesso, durante la notte, ella compiva le sue ronde negli interminabili corridoi e nelle corsie, tenendo in mano una piccola lampada. Passava silenziosa di letto in letto e per tutti aveva una parola buona, una carezza. I soldati attendevano quell'apparizione per addormentarsi. Qualcuno la chiamava con un filo di voce e le chiedeva aiuto, la pregava di parlargli della sua lontana terra, dei suoi campi, dei verdi prati lontani. Quante volte Florence sostò vicino a un morente fino all'alba, quante volte ridiede fiducia e forza a chi le aveva perdute!

Dopo pochi mesi della sua attività le cucine e la lavanderia cominciarono a funzionare in modo perfetto e, infine, il Natale del 1854 trovò i soldati circondati da tutto quel benessere che le mani abili e i cuori generosi di poche donne avevano saputo creare. Nelle lunghe veglie delle trincee si parlava ormai della Nightingale come di un angelo tutelare.
La "Signora della lampada" (così veniva chiamata) era diventata un mito e in Inghilterra la sua fama raggiunse punte incredibili. La campagna in favore degli ospedali di guerra, condotta dal più autorevole giornale inglese, l'interessamento della regina, l'ardore dei vari sostenitori, le semplici parole dei soldati rientrati in patria diedero ben presto un quadro esatto delle sue attività. Ci furono, è vero, ancora delle ostilità, soprattutto da parte di organizzazioni religiose le quali non riuscivano ad ammettere che collaborassero infermiere di diverse religioni, ma furono voci deboli e senza eco. Davanti alle porte del Ministero della Guerra, sempre più numerosi erano i cittadini che portavano scatole, casse, pacchi per i feriti. L'indirizzo era sempre lo stesso... "A miss Nightingale".
La stessa regina aveva trasformato alcune sale del suo palazzo in laboratori ove fino a notte si lavorava per preparare bende, camicie, calze. Miss Nightingale tutto accettava e ridistribuiva.
 

Il 9 settembre del 1855 si diffuse in Inghilterra la grande notizia: la guerra era finita! Durante le dimostrazioni popolari, agli 'evviva' che si innalzavano verso l'esercito vittorioso fecero eco gli 'evviva' per Florence Nightingale. La "vittoria" era dovuta in parte anche a questa umile donna, a questa regina delle infermiere che aveva dato un nuovo indirizzo all'assistenza ospedaliera per i feriti di guerra. La Nightingale volle sottrarsi a tutti i festeggiamenti. Semplice come era partita, quasi di nascosto, 1'8 agosto del 1856 fece ritorno alla villa della sua infanzia, a Lea Hurst.
Nessun benefattore ebbe in vita tanti riconoscimenti quanti ne ebbe Florence. I1 suo ritratto apparve sulle insegne di tutti i negozi d'Inghilterra. Gli almanacchi portarono la sua effige, numerose ballate cantarono le sue lodi, mentre il poeta Longfellow la immortalò in una delle sue più belle poesie. Lettere di congratulazioni le giunsero da ogni parte del mondo, portandole il saluto e il ringraziamento di persone lontane. Fu ripetutamente ricevuta a Balmoral, la residenza estiva della regina Vittoria. Le stesse principesse, trascinate dal suo nobile e meraviglioso esempio, decisero di darsi all'assistenza pubblica: la principessa Elena, figlia della regina Vittoria, divenne un'ottima infermiera. Modesta, riservata, silenziosa, la Nightingale rimase sbigottita di fronte a tanti onori. Sebbene ormai malaticcia, si diede alle riforme nel campo sia dell'assistenza militare sia di quella civile. La sua parola dolce e sicura, ferma e pacata, spronava, confortava, caldeggiava. Lo stesso Dunant, il ginevrino fondatore della "Croce Rossa", ebbe a dire che l'istituzione da lui voluta era stata ispirata proprio da lei.



 

Florence Nightingale morì il 13 agosto del 1910.
Fu sepolta nel piccolo cimitero di East Wellow. Ma nella cattedrale di San Paolo, là dove sono sepolti gli eroi inglesi, lo stesso giorno dei suoi funerali, fu posta una lapide che ricorda ai posteri Florence Nightingale, la regina delle infermiere.

Back