La leggenda del Martisor

C’era una volta una regina vecchia e brutta che governava il suo regno con il freddo e con il gelo. Questa crudele sovrana si chiamava Inverno. Le piante e gli animali, sofferenti per il rigido clima, mal sopportavano il suo regno ed invocavano il ritorno della Primavera, una bella e giovane principessa, scacciata con violenza dall’arcigna regina.
La Primavera, udite le preghiere  e le suppliche dei suoi amati sudditi, ritorṇ con coraggio per riprendersi il suo trono. Tutti erano contenti nel vederla di nuovo: i fiori sfidarono il freddo e la neve, gli animali si svegliarono dal letargo, gli uccelli iniziarono a cantare inni di gioia. L’Inverno, invece, era furiosa. Usć arrabbiata dal suo castello per punire gli infedeli sudditi, infierendo su loro con gelidi venti.
Fu in quel momento che la Primavera decise di intervenire, salvando dalla fredda morte i fiori di bucaneve, rimanendo peṛ ferita al dito durante la battaglia con la sua rivale.
Le calde gocce di sangue caddero sui bianchi petali dei bucaneve, colorandoli di rosso e rinvigorendo la loro voglia di vivere.
La Primavera vinse l’Inverno, il sole e la vita ritornarono nel bosco addormentato.
Da allora il fiore di bucaneve, metà bianco e metà rosso, divenne il simbolo della rinascita della natura e contraddistinse l’inizio della Primavera. (dal Web)


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